Il parcheggio a pagamento sul Vajont

Sento il dovere di intervenire, pubblicamente, relativamente alla istituzione, da parte dell’amministrazione comunale di Erto e Casso, della sosta a pagamento sul piazzale sito nei pressi della Diga del Vajont, che ospita un punto informazioni del Parco Naturale Dolomiti Friulane e alcuni ambulanti, oramai stanziali.
Lo faccio dopo aver raccolto decine di opinioni contrarie per logica e non per opportunità e nella convinzione personale già espressa, direttamente, al Sindaco Pezzin al secondo giorno di gestione a pagamento del parcheggio.
Per la simpatia personale che porto verso il Sindaco di Erto e Casso non mi permetto di stigmatizzare la sua decisione, mi limito a produrre una critica che appare evidente a sostegno della inadeguatezza della determinazione assunta dall’amministrazione comunale.
Riflessioni per cui il parcheggio in argomento non dovrebbe essere assoggettato al pagamento o regolamentato:
- Non è un’opera pubblica gravante sul bilancio comunale essendo stata realizzata con risorse della Comunità Montana, all’epoca Meduna – Cellina;
- Non comporta alcun onere di gestione perché gli automobilisti usano il parcheggio esclusivamente in relazione alla visita alla Diga del Vajont e tale sosta non dura mai oltre 30 minuti o 60 nel caso di accesso al coronamento della Diga con visita guidata;
- Costituisce deterrente all’accesso ai servizi di informazione sul Vajont, offerti dal Parco in accordo con il Comune stesso;
- Dispone di soli 20 parcheggi per auto, uno per pullman e qualche altro per motociclette, così da incentivare alla sosta sulla carreggiata stradale anche quelle decine di automobilisti che dovrebbero, invece, trovare posto in posizione di maggior sicurezza. E’ superfluo sottolineare l’insicurezza derivante dalle decine di auto che già sostano lungo la rotabile o in aree private fuori strada;
- Non dispone di alcun servizio reso dal Comune, men che meno di vigilanza istituzionalizzata e di garanzia.
Ragioni di opportunità:
- Il parcheggio è stato realizzato a servizio dei visitatori dei luoghi della memoria del Vajont e l’istituzione di una “gabella”, perché di questo si tratta, ha il gusto acre di mercimonio sulle “potenzialità commerciali” della tragedia;
- L’affidamento ad una gestione privata offre l’idea di un profitto e non la gestione di una logistica a finalità pubblica;
- L’opera è stata realizzata su terreni di proprietà privata che a distanza di quasi quindici anni non sono stati ancora, probabilmente, indennizzati, producendo verso i proprietari il sapore di un’autentica beffa;
- Stride l’accostamento tra questo “balzello” e le elargizioni più diverse e ingenti che l’ente locale ha distribuito negli ultimi anni senza una pianificazione delle ricadute che gli investimenti devono produrre;
Ragioni amministrative e politiche:
- Il ricorso alla fase sperimentale pare essere un’escamatoge per non procedere ad una pubblica indagine di mercato e non dà impressione di trasparenza;
- Se come il Sindaco mi ha riferito nel nostro colloquio l’obiettivo è indurre i visitatori a spingersi nei paesi non è sufficiente comunicare, in modo appropriato e con il rigore che il luogo impone, l’offerta informativa e i valori che questi offrono?
- Non appare chiaro l’obiettivo al quale dovrebbe sottendere la fase sperimentale se non quello di procedere ad una quantificazione delle “entrate”, perché questo appare alla pubblica opinione! I dati di flusso dei visitatori sono già alla portata di tutti.
Di questi tempi anche due euro (quattromila lire) per parcheggiare, anche solo cinque minuti, sono troppi e in questo caso, per le note ragioni, il sapore è molto amaro. E’ opportuno riflettere se non sia meglio rimuovere con urgenza il parcometro, possibilmente prima del prossimo 9 ottobre quando ricorrerà il quarantacinquesimo anniversario del Vajont.
2 settembre 2008
Giovanni De Lorenzi

4 Commenti a “Il parcheggio a pagamento sul Vajont”

  1. Francesca Costa scrive:

    Carissimo Giovanni, come non darti ragione!
    Visto che si parla di parcheggi, volevo “denunciare” una discriminazione anche a Pordenone. Nei giorni di domenica i parcheggi sono gratuiti in tutta la città, tranne che davanti all’ospedale.
    Dunque parcheggiare la macchina per una bella passeggiata in centro è gratuito, mentre per andare a trovare le persone care in ospedale bisogna pagare. Speculare sul dolore e per pochi posteggi: che vergogna!

    :) Francesca Costa

  2. Raffaele scrive:

    Chi amministra le situazioni esposte da Giovanni e Francesca mancano di sensibilità e traducono la loro azione in vere oscenità. Non c’è limite al peggio. Chissà quante amministrazioni pubbliche stanno tassando la “sofferenza”, pur di “incassare” per investire in “sagre” e pseudo attività culturali, finalizzate unicamente ad alimentare il consenso elettorale…..Come siamo caduti in basso!!!
    Raffaele

  3. SABRI scrive:

    …NON CI SONO PAROLE…UN OPPORTUNISMO BIECO E BECERO….!!!!!!!!! SABRI

  4. roby70 scrive:

    ho letto lettera Giovanni De Lorenzi su Gazzettino che riportava i contenuti del post e qualche giorno dopo articolo su Messaggero Veneto che, quasi, ne stravolgeva il senso…..l’informazione sta rovinando la democrazia!
    Propongo una raccolta di firme contro il mercimonio sul Vajont. Attendo collaborazione
    Roby70

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