PER IL TERRITORIO

"Prevenire, meglio che curare" si suol dire, ma concretizzarlo, chissà perché, pare sempre impossibile. E’ dunque fondamentale sostenere una finalità ideale tesa ad assicurare il miglioramento, quanto meno il mantenimento, di un “ambiente” a tutto tondo, entro il quale assicurare un futuro di qualità e di sicurezza alle comunità che lo declinano sotto ogni punto di vista, abitativo, quanto produttivo, economico quanto ludico. La nostra Regione ha straordinarie sfumature caratterizzate da eccellenze da mettere in rete, da rendere fruibili e da valorizzare anche sotto l’aspetto paesaggistico dai “monti al mare”, ma per mantenerle tali occorrono politiche mirate volte alla salvaguardia e al presidio del territorio.

Favorire la residenzialità diffusa è sicuramente un modo per garantire anche il presidio del territorio. Il presidio tutela le comunità più a rischio, che sono quelle, cioè, a più alta incidenza demografica, molto spesso frutto di crescita “selvaggia”, sviluppatasi in assenza di pianificazione a medio – lungo termine. Ritengo che partire dalla fonte, cioè dai territori più fragili, possa rappresentare il miglior approccio allo studio e alla soluzione delle criticità territoriali, idrogeologiche, anzitutto. Il mio sogno è, non nego, una legge quadro regionale, per la montagna, che affronti a 360 gradi la pluralità delle linee di indirizzo che può indurre, anche sotto il profilo economico. Sono certo che da questa base molti “mali” ai quali è soggetta la pedemontana e la pianura verrebbero sradicati alla radice.

Superfluo, poi, sottolineare il valore strategico di tale riferimento per sciogliere i “nodi” dello spopolamento e dell’abbandono che farebbe venire meno la presenza delle “ sentinelle” più vigorose, i nostri giovani. Così come evidenti risulterebbero i benefici, produttivi e sociali, su basi omogenee e perequate. Conseguentemente l’esercizio di attività antropiche, umane, andrebbero a realizzare risultati virtuosi in ogni direzione.

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