L’ IMPEGNO

Sinteticamente. Estremamente determinato ad affermare le mie idee per il “bene comune”. L’esperienza a favore di una Regione che cambia, senza fare “salti nel vuoto”. La capacità di ascolto verso i “bisogni”, le “necessità” Ma soprattutto le proposte che verranno dai cittadini, dai giovani, dalle loro organizzazioni e dalle loro associazioni. La forza propositiva di una persona libera, scevra da condizionamenti e interessi, con l’unico obiettivo di portare la voce dei cittadini là dove si decide per loro. Nel Consiglio Regionale.

Le ragioni di un impegno per la nostra Friuli Venezia Giulia

Se farò parte del Consiglio Regionale, il mio impegno verrà rivolto alla realizzazione, coerente, delle progettualità maturate durante tutto il mio percorso di vita e l’esperienza accumulata sarà posta a servizio della collettività che mi esprime.
Un impegno teso a dare risposte alle esigenze dei cittadini di migliorare le proprie qualità di vita, all’interno di una società evoluta, ma ancora inadatta ad affrontare le nuove frontiere che derivano dai fenomeni di globalizzazione e di riassetto geopolitico, i quali stanno incidendo profondamente anche sul futuro della nostra comunità regionale e per i quali occorreranno competenze importanti.
Per questo il mio impegno, in linea con le conoscenze acquisite nel mio percorso di formazione e professionale, guarderà con attenzione al ciclo di vita della persona ed alle sue necessità. Occorre garantire una qualità della vita di eccellenza, supportata da opportune misure competitive in campo economico e in ambito sociale.
La nostra Regione dovrà assicurare un ambiente naturale vivibile e attraente, perché diventi strumento di produzione di reddito per la filiera dell’accoglienza e del turismo, dove la valorizzazione delle produzioni tipiche può rappresentare un segmento economico rilevante. Servirà un sostegno concreto alle “reti” d’impresa e una pianificazione attenta alla gestione delle grandi questioni dell’oggi, quali le energie e il ciclo dei rifiuti, dove a mio avviso la classe politica dovrà emergere in tutta la propria autorevolezza. Non si potrà prescindere dal consolidamento del ricorso alle energie rinnovabili, così come non si potranno sottovalutare gli equilibri raggiunti in campo ecologico, dove necessiterà un potenziamento ulteriore della raccolta differenziata, a questo punto, spinta. Particolarmente sensibili anche le problematiche che sottendono alla raccolta e smaltimento di rifiuti provenienti da cicli produttivi.
I livelli raggiunti dovranno essere accompagnati da un importante sforzo finalizzato a dare corpo a dette aspettative. Soprattutto in tema di sviluppo, dove le tecnologie informatiche, accompagnate da mirati investimenti su ricerca e innovazione risulteranno indispensabili per garantire la sostenibilità dei progetti di crescita produttiva individuati. Una Regione che cresce deve, inoltre, potenziare la propria offerta di formazione in particolare quella di più alto livello, l’Università e a Pordenone, soprattutto. Lo studio delle lingue, poi, risulterà decisivo per l’affermazione professionale dei nostri giovani. E’ opportuno svilupparlo ulteriormente già nella scuola dell'infanzia, soprattutto in una realtà multilinguistica, quale quella che contraddistingue la specialità della nostra Regione. In materia di lavoro mi pare necessario accertare la possibilità di introdurre delle formule occupazionali flessibili, ma nello stesso tempo adatte a superare la criticità delle “precarietà” per dare sicurezza ai giovani e certezze alle famiglie.
Una Regione che cresce deve supportare lo sviluppo delle attività territoriali favorendo il miglioramento delle infrastrutture logistiche e di comunicazione e in questo senso ritengo indispensabile quello della viabilità di montagna, oggi vero ostacolo alla crescita delle imprese nelle realtà territoriali marginali, ma sappiamo anche che determinante, per lo sviluppo economico, risulterà l’estensione della “larga banda” tramite la fibra ottica.
Lo sviluppo dovrà realizzarsi in uno scenario agile e pratico che consenta l’applicazione delle idee, che non mancano ma sono spesso impedite nell’attuazione da vessazioni burocratiche, fiscali e finanziarie. Bisogna, così, liberare le idee!
In una Regione come la nostra, dove l'autonomia e il “regionalismo” hanno raggiunto ottimi risultati applicativi, tutto questo è possibile.
Sono da considerare possibili riduzioni di tasse “regionali” sui redditi da produzione e investimenti a favore della valorizzazione delle pratiche artigiane e del “saper fare”. Vero embrione di impresa.
La ricerca del “bene comune” deve comportare anche un’assunzione di responsabilità dai soggetti preposti e coinvolti nei processi di trasformazione ed, a mio parere, l’introduzione del concetto etico del lavoro e della produzione permette di realizzare equilibri e promuovere efficaci sinergie. Ecco che l’assolvimento della predisposizione dei bilanci sociali comporterà un miglioramento delle nostre relazioni sociali, ma anche produttive. Così anche l’introduzione di un’etica della sicurezza sul lavoro realizzerà un valore aggiunto rispetto alle attuali norme e pratiche di prevenzione dai rischi, concretizzando una sensibilità di approccio estremamente innovativo nei luoghi di lavoro (e inibire il lavoro nero). E’ un Paese civile quello che dobbiamo perseguire tutti insieme! e un Paese civile sviluppa alto il senso della solidarietà e del sostegno alle categorie più deboli, quali anziani, bambini e portatori di handicap. Penso, ad esempio, ad incentivare l'azione educativa nei confronti degli studenti diversamente abili, attraverso insegnanti di sostegno, colmando le evidenti lacune presenti nella politica scolastica attuale o, altro esempio, all’introduzione di un “bonus” a favore dei portatori di handicap che hanno diritto al miglioramento delle proprie qualità di vita e che gli deriverebbe dall’uso di nuove tecnologie.
La persona, la famiglia và anche difesa e tutelata, attraverso la capillarizzazione dei servizi pubblici rivolti al nucleo familiare e la facilità del ricorso a questi, ma anche con un' attenzione migliore verso le sue necessità, dalla casa alla sicurezza, dal diritto alla formazione dei ragazzi al sostegno agli anziani, nonché dall’aggressività dei prezzi di consumo che incidono pesantemente sui bilanci familiari. E’ opportuno sviluppare, a mio avviso, un sistema di mercato dal produttore al consumatore che abbatta la parte di filiera che genera l’inflazione dei costi della spesa quotidiana. Nella salute, poi, attraverso la valorizzazione dei centri di competenza sanitari e rapporti convenzionati con altri, di eccellenza, anche fuori regione, si potrà dare ai nostri cittadini una sanità di alto livello. Incentivare gli screening sanitari preventivi, inoltre, risulterà determinante per abbassare perentoriamente le cause di malattia gravi.
Ritengo, infine, irrinunciabile, in futuro, il ricorso all’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR), dato che i danni maggiori della pubblica amministrazione derivano da leggi fatte male, attraverso l’applicazione di una procedura che negli Stati Uniti e in altri Paesi, soprattutto anglosassoni, viene applicata per analizzare i riflessi che singole leggi o provvedimenti di normazione in genere possono produrre nei contesti sociali ed economici sui quali ricadono.
Mi assumo l’impegno ad ascoltare tutte le persone che lo desidereranno e a coltivare una metodologia di approccio etico alla politica, dal quotidiano alla prospettiva, dove comprendere le ragioni delle scelte con l’accortezza di calcolarne le applicazioni, confrontandomi quotidianamente con i cittadini attraverso specifici momenti d’incontro territoriali.

Chiedendo fiducia, permettendomi di ricordare agli elettori che se intendono sostenermi, potranno scrivere il mio cognome sulla scheda elettorale.
Senza l’indicazione di una preferenza il nostro voto non sarà assegnato ad alcun candidato.
Non rinunciare, dunque, a scegliere da chi farti rappresentare.

mi sottoscrivo, consapevole dell’impegno assunto con gli elettori, con molta cordialità

Giovanni De Lorenzi

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