La notte di giovedì 29 luglio 2011 in Consiglio regionale, durante la lunga notte dell'approvazione della legge di assestamento di bilancio, si è consumato un duro scontro politico tra il Consigliere dell'Italia dei Valori Alessandro Corazza e l'Assessore alla cultura Elio De Anna. Tema dello scontro è stato il metodo di assegnazione dei contributi alla cultura, da sempre criticato dal dipietrista, che ha fatto letteralmente infuriare l'assessore, più volte uscito dalle righe e richiamato all'ordine dal presidente del Consiglio.
«Sono ormai quindici anni - ha esordito Corazza - che esiste un gentleman agreement all'interno del Consiglio regionale sull'assegnazione dei contributi alla cultura che avvengono sulla base di indicazioni puntuali fornite da un Consigliere, con tanto di nome dell’associazione o parrocchia destinataria dell’intervento, che ogni anno ci mette di fronte ai rilievi dalla Corte dei conti. Il precedente Assessore Molinaro aveva provato a cambiare il metodo proponendo un disegno di legge di riforma, ma successivamente, con un rimpasto di Giunta, gli si è tolta la delega alla cultura preferendo rimanere ancorati a questo vecchio modello. Un sistema di assegnazione di soldi pubblici incostituzionale in quanto si basa sulla discrezionalità del singolo Consigliere senza rispettare criteri e modalità oggettive e trasparenti di riparto, che può metterci nelle condizioni di subire un ricorso da parte di un'associazione qualsiasi che venga esclusa dai finanziamenti, in quanto lesa nel suo diritto di poter accedere con le stesse opportunità all’assegnazione dei contributi».
Mentre pronunciava queste parole il Consigliere è stato interrotto dalle urla dell'Assessore De Anna, rimproverato da Anna Maria Menosso che in quel momento presiedeva l'Aula, che chiedeva di cosa stesse parlando. Corazza ha quindi ribadito: «Parlo della sentenza 137 del 2009 della Corte Costituzionale che ha decretato l'incostituzionalità della legge finanziaria 2007 della Regione Lazio per quanto riguardava le c.d. “tabelle della cultura”, un sistema di riparto di contributi alle associazioni fatto direttamente per legge, in cui non emergevano i criteri e le modalità dello stesso, analogo a quello attuato da noi» (leggi l'articolo).
Corazza ha concluso chiedendo con forza che venga fatta al più presto una riforma del sistema di assegnazione dei contributi alla cultura, «per mettere al sicuro i riparti, nell’interesse delle associazioni stesse, anche rispetto alla possibilità di rilievi di illegittimità e incostituzionalità che potrebbero essere sollevati dal TAR, in via incidentale, nell’eventualità che un’associazione non beneficiaria facesse ricorso. La cultura è troppo importante per essere lottizzata dai politici con logiche spartitorie o, nel peggiore dei casi, clientelari, che drogano gli stesi risultati elettorali».
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